8) Schelling. Gli elementi fondamentali del sistema filosofico .

Esiste un modo di essere della ragione che riesce ad astrarsi
completamente dalla dimensione soggettiva ed oggettiva. Esso
rappresenta per Schelling il punto di vista della filosofia, che
deve eliminare le differenze e le contrapposizioni. Al di fuori
della ragione non deve rimanere nulla, perch essa  l'Assoluto.
F. W. J. Schelling, Esposizione del mio sistema filosofico (pagine
419-420 e 422-423).

 1. Spiegazione. Chiamo ragione la ragione assoluta, o la ragione
in quanto  pensata come indifferenza totale del soggettivo e
dell'oggettivo. Non  qui il luogo di giustificare il termine qui
usato, giacch importa solo di far sorgere in generale la idea che
congiunger con questa parola.
Adunque importa soltanto di indicare brevemente come in generale
si arrivi a pensare la ragione. Vi si perviene col riflettere a
quello che nella filosofia prende il posto fra soggettivo e
oggettivo, e che deve essere evidentemente una cosa in rapporto
indifferente con tutte due. E' certo che ognuno si pu far un
concetto della ragione; per pensarla come assoluta, per arrivare
dunque al punto di vista che io richiedo, si deve astrarre da
colui che pensa. Per colui che fa questa astrazione, la ragione
cessa immediatamente di essere qualche cosa di soggettivo, come 
presentata dalla maggior parte; anzi essa non pu essere pi
pensata neanche come qualche cosa di oggettivo, giacch una cosa
oggettiva o pensata diventa possibile solo in antitesi con un
soggetto pensante, e di questo  stata fatta astrazione completa;
diventa dunque per quella astrazione il vero in s che cade
proprio nel punto d'indifferenza del soggettivo e dell'oggettivo.
Il punto di vista della filosofia  il punto di vista della
ragione, la sua conoscenza  una conoscenza delle cose, come sono
in s, cio come sono nella ragione. Sta nella natura della
filosofia di eliminare totalmente tutte le cose che stanno le une
dopo le altre e le une lontane dalle altre, ogni differenza del
tempo e in generale ogni differenza che solo l'immaginazione
inserisce nel pensiero, in una parola di vedere nelle cose
soltanto quello per cui esse esprimono la ragione assoluta, non
per, in quanto esse sono oggetti semplicemente di quella
riflessione, che si attacca alle leggi del meccanismo e procede
nella serie temporale.

 2. All'infuori della ragione non v' nulla, e tutto  in essa.
Se la ragione  pensata cos, come l'abbiamo domandato nel  1, si
scorge immediatamente che nulla pu essere fuori di essa. Posto
difatti che ci sia qualche cosa fuori di essa, allora ci o 
qualche cosa per se stessa fuori di essa, ed essa  dunque in
questo caso il soggettivo, la qual cosa  contro il presupposto;
oppure non  qualche cosa per se stessa fuori di essa, e allora
essa sta a questo qualcosa fuori di essa come oggettivo a
oggettivo, ed essa  dunque oggettiva, la qual cosa, per,  di
nuovo contro il presupposto ( 1). Nulla dunque  fuori di essa, e
tutto  in essa.
Annotazione. Non vi  nessuna filosofia se non dal punto di vista
dell'Assoluto; di questo non  espresso nessun dubbio in tutta
questa esposizione; la ragione  l'Assoluto, tostoch  pensata,
come l'abbiamo determinato ( 1): la proposizione presente vale
per conseguenza solo sotto questo presupposto.
Spiegazione. Tutte le obiezioni contro questa proposizione
potrebbero provenire solo da ci che non si  abituati a vedere le
cose cos come sono nella ragione, ma cos come appaiono. Perci
non ci occupiamo della confutazione di tali obiezioni, giacch in
seguito deve essere dimostrato che tutto ci che   quanto
all'essenza uguale alla ragione e con essa una sol cosa. Ed in
generale la proposizione sostenuta non avrebbe bisogno affatto di
una dimostrazione o d'una spiegazione, anzi passerebbe per un
assioma, se a moltissimi non fosse del tutto ignoto, che
generalmente solo per questo pu esistere qualcosa fuori della
ragione, in quanto che essa stessa, questo qualcosa potrebbe
fuori di s; questo per non lo fa mai la ragione, ma solo il
falso uso della ragione, il quale  congiunto con l'impotenza di
fare l'astrazione sopra richiesta e di dimenticare il soggettivo
(separante, individuale) in se stesso.

 3. La ragione  semplicemente una, e semplicemente uguale a se
stessa.
Se difatti questo non fosse, dell'essere della ragione dovrebbe
esservi ancora un altro fondamento che non essa stessa, giacch
essa contiene soltanto il fondamento per cui essa stessa , ma non
quello per cui c' un'altra ragione. La ragione non sarebbe con
ci assoluta: ci che  contro il presupposto. La ragione  dunque
una nel senso assoluto. Ma posto il contrario del secondo punto,
cio che la ragione non sia uguale a se stessa, allora quello per
cui essa non  uguale, a se stessa, dovrebbe pure, non essendovi
niente all'infuori di essa (praeter ipsam) ( 2), esser posto
nuovamente in essa: dovrebbe dunque esprimere la essenza della
ragione, e, poich inoltre ogni cosa  in s soltanto in virt di
quello per cui essa esprime la essenza della ragione ( 1), anche
questa cosa, considerata in s, o riguardo alla ragione stessa,
sarebbe di nuovo uguale a essa, una sola cosa con essa. La ragione
 dunque una (non solo ad extra, ma anche ad intra o) in se
stessa, cio  semplicemente uguale a se stessa.

 4. La suprema legge per l'essere della ragione, e, giacch nulla
 fuorch la ragione ( 2), per tutto l'essere (in quanto 
compreso nella ragione),  la legge dell'identit; la quale
riguardo a tutto l'essere  espressa da A=A. La dimostrazione si
deduce immediatamente dal  3 e dai precedenti.
F. W. J. Schelling, Esposizione del mio sistema filosofico,
Laterza, Bari, 1969,  pagine 31-34.
